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Ammiraglio "Arturo Cerbino"

ARTURO CERBINO
L'articolo è stato interamente tratto, per gentile concessione, dal numero di dicembre 2008 del Bollettino d'Archivio dell'Ufficio Storico della Marina Militare.Per informazioni su numeri singoli ed abbonamenti alla rivista scientifica di storia navale, rivolgersi a: Ufficio Storico della Marina Militare Via Taormina, 400135 ROMA Tel 06.3680.7220 - Fax 06.3680.7222 e-mail:
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mio pensiero riconoscente corre pure spontaneamente agli ammiragli, agli ufficiali ed agli equipaggi delle navi russe, inglesi, germaniche e francesi che, mirabile esempio di solidarietà umana, recarono tanto generoso contributo di mente e di opera. Vittorio Emanuele III1 Il inoltre, fra gli edifici colpiti ci sono anche quelli dei servizi civili e le caserme. Questi due fattori incideranno molto sulle successive azioni di soccorso e di coordinamento. A Messina il sisma distrugge il palazzo comunale e la maggior parte delle caserme. I vertici militari o sono assenti per violenza, si manifesta con numerose enormi ondate che si abbattono sui litorali, specie quelli siciliani, prima devastando e poi risucchiando in mare quanto incontrato nel procedere distruttivo. Messina, Reggio e Riposto vivono altri lutti e distruzioni, e altre località sono duramente colpite: Briga, Paradiso e Sant'Alessio sulle coste siciliane, e Gallico, Lazzaro e Pellaro su quelle calabresi. Il bilancio del terremoto e dei suoi effetti si aggira su circa 80.000 vittime a Messina e 15.000 a Reggio. È il periodo natalizio, e il personale sia dei servizi civili e sanitari, sia militare di stanza nell'area colpita, è ridotto per il periodo di ferie o licenza e, L'epicentro del sisma del 28 dicembre 1908. licenza o vengono travolti dal crollo degli stabili. 3 Pochi i sopravvissuti presenti:4 fra questi, si attivano subito il maggiore Graziani, capo di stato L'opera di soccorso a Messina da parte delle marine militari maggiore della 24a Divisione di stanza a Messina, e il capitano di corvetta Arturo Cerbino, l'ufficiale della base navale più alto in grado superstite. Il personale alle loro dipendenze per lo più soccombe sotto le macerie delle caserme distrutte.Si salvano gli uomini imbarcati sulle unità della Regia Marina, che si trovano in banchina o alla fonda.5 Per quanto attiene alle autorità civil i e a i vertici del mondo imprenditoriale, è incolume il dottor Trinchieri, prefetto della città. I due ufficiali sopra menzionati, resisi conto della gravità della situazione, fatto un rapido giro esplorativo, e constatate l'impossibilità di effettuare comunicazioni telegrafiche e telefoniche e l'inagibilità di strade e ferrovie,6 provvedono a inviare due unità navali allo scopo di raggiungere il più vicino posto telegrafico operativo per inoltrare telegrammi alle autorità superiori (governo e presidi militari siciliani), mirati a descrivere la situazio- ne in atto e a richiedere aiuti. Le due unità designate, il Serpente e lo Spica, escono in mare aperto, dopo aver riparato alcune avarie riportate durante il maremoto ed essersi districate fra i rottami che hanno invaso le acque del porto. Il Serpente dirige prima verso Reggio, non sapendo che anche quella città era stata colpita pesantemente, poi per l'isola di Stromboli, ove il cavo telegrafico risulta reciso, e infine a Milazzo, dove solo alle 18:00 riesce a inoltrare il messaggio diretto al Presidio di Catania. Maggiore fortuna ha lo Spica che, nel pomeriggio, trova operativo il telegrafo di Marina di Nicotera e inoltra il proprio messaggio per le autorità centrali. Intanto, i due ufficiali vanno alla ricerca di qualche autorità civile superstite, con la quale coordinare gli interventi. Rintracciato il prefetto, il maggiore Graziani viene investito di pieni poteri per organizzare le azioni più immediate.Il comandante Cerbino riesce a noleggiare alcuni piroscafi,7 da utilizzare per il trasferimento di feriti e profughi in altre città portuali. I marinai del Piemonte e delle restanti unità militari, suddivisi in drappelli, sono inviati a soccorrere i feriti della zona portuale. Viene istituito un servizio d'ordine a protezione delle banche, della dogana e dei centri ove sono depositati capitali, per evitare azioni di sciacallaggio, peraltro subito iniziate ad opera di bande di razziatori provenienti anche da fuori città. Nella tarda mattinata il coordinamento delle operazioni è assunto dal colonnello De Cosa, capo della direzione di Artiglieria, che, avallata l'opera sino al momento svolta, stabilisce di conserva con il prefetto e col comandante la stazione dei Carabinieri di MesEffetti del grande terremoto su Messina. (Foto W. von Gloeden) N.4-5 Luglio/Ottobre 2008 sina il proprio quartier generale a bordo di una unità militare italiana. Viene affidato a nave Saffo l'incarico di trasmettere un messaggio al comando regionale dei Carabinieri di Palermo, messaggio che riesce ad essere trasmesso verso le 1:00 da Porto Santa Venere e recapitato verso le 21:00. La situazione in città è drammatica.Manca l'acqua e la città è al buio; l'unica illuminazione è fornita dai proiettori delle unità in porto, che indirizzano i loro fasci di luce sulle macerie cittadine. Interventi dall'esterno Con certezza si può affermare che le prime notizie sulla cataIl ministero della Marina inviò nell'area del terremoto la Divisione Volante, comandata dal contrammiraglio Viale e composta dalle navi da battaglia Regina Margherita (nella foto), Regina Elena, Vittorio Emanuele e Napoli. (Fototeca USMM) strofe giungono alle autorità centrali nel pomeriggio del 28 con la comunicazione telegrafica appoggiata dallo Spica alla stazione telegrafica di Marina di Nicotera...
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